Un fumetto favoloso

La Classe 1°D, coordinata dai professori Viti e Lupi, ha recentemente svolto un’attività molto divertente, chiamata “ Un fumetto favoloso”.

Quest’attività ha impegnato gli alunni per diverso tempo.

Dopo diverse lezioni sulla favola, in cui sono state lette e prodotte alcune favole, gli alunni della 1°D hanno avuto le informazioni essenziali su come si realizza un fumetto e poi, divisi per gruppi, hanno a loro volta realizzato dei bellissimi cartelloni con fumetti.

Il gruppo di Elisa Cicchini (sceneggiatura), Diego Calvigioni  (Capo gruppo-colore) e Yan Christina(disegno) ha lavorato sulla favola “La fuga del cervo”.

Questa favola parla di un cervo che si mise a specchiarsi su una fonte ammirando le sue corna ma disprezzando le sue zampe secche.

All’improvviso un rumore molto forte provocato dai cacciatori lo spaventò ; subito scappò attraverso la foresta dove però rimase incastrato con le corna in un tronco e, disperato, pronunciò le sue ultime parole.

La favola insegna che ciò che  piace di sé  spesso si rivela meno utile di ciò che non si apprezza.

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Il gruppo di Melissa Pasquali (Capo gruppo-sceneggiatura), Chiara Pistilli (disegno-materiale) e Elisa Laurenzi(colore) ha avuto il compito di lavorare sulla favola “ Il leone e il toro”.

Questa favola racconta che un leone decise di mangiare un toro usando l’inganno, quindi disse al toro che aveva ucciso una pecora e voleva invitarlo ad un banchetto.

Il toro, arrivato da lui, vide molti braceri e grossi spiedi ma neanche l’ombra di una pecora così decise di andarsene. Il leone lo rimproverò e chiese spiegazioni e il toro rispose che voleva andare via perché vedeva  che i preparativi non erano adatti a cucinare una pecora ma un toro.

La favola ci insegna che gli uomini saggi sfuggono ai tranelli malvagi.

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Il gruppo di Paolo Zoppo Martellini (sceneggiatura) , Nicolas Di Giacomi(capo gruppo-materiale e colore) e Valentina Carletti (disegno) hanno avuto il compito di lavorare sulla favola “La cicala e la formica”.

Questa narra di una cicala che per tutta l’estate si mise a cantare senza procurarsi provviste  e quando arrivò l’inverno, essendo senza cibo, ne chiese un po’ alla formica.

La formica le domandò cosa avesse fatto fino ad allora e la cicala rispose che aveva cantato sempre.

Allora la formica le disse di saltare per la fame.

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Il gruppo di Riccardo Bordoni (sceneggiatura), Angelica De Leonardis (capo gruppo-colore) Asia Rossi (disegnatrice-materiale) ha lavorato sulla favola “La volpe e la cicogna”.

Si racconta di una volpe che invitò la sua amica cicogna a cena.

Quella furba gli preparò una scodella di brodo  poco profonda e la cicogna non riuscì a mangiare.

La volpe chiese alla cicogna se non gradiva il suo cibo e lei rispose che quella sera non aveva fame.

Per vendicarsi la cicogna invitò la volpe a cena a casa sua e le servì dei pesciolini in una bottiglia dal collo lungo e stretto e questa volta fu la volpe che non riuscì a mangiare.

Allora la cicogna dopo aver chiesto alla volpe se il cibo non era di suo gradimento aggiunse sorridendo che doveva aspettarsi sempre la rivincita da colui che un tempo aveva burlato.

La morale è che se qualcuno ti offende è buona regola render la pariglia.

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Il gruppo di Carlo Alessandrini (colore), Valentina Piermartiri (disegno) e Antonio Mejas (capo gruppo-sceneggiatura) ha raccontato la favola “Il corvo e la volpe”.

Questa narra di un corvo che si trova sul ramo di un albero con un pezzo di carne in bocca.

Una volpe molto furba decide di rubarglielo, si mette a pensare fino a quando gli viene in mente un piano.

La volpe disse al corvo che era molto bello , che lo invidiava e che se avesse avuto anche voce sarebbe  il re degli uccelli.

Il corvo, felice dei complimenti ricevuti, si mette a cantare ma non appena apre il becco il pezzo di carne cade a terra. La volpe raccoglie subito la carne e felice urla al corvo che se avesse un poco di cervello sarebbe veramente il re degli uccelli.

La morale di questa favola e che non bisogna dare troppa importanza ai complimenti degli altri.

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Il gruppo formato da Giulia Toci (sceneggiatura- capo gruppo), Ascanio Gentile e Sara Giacomelli (colore) e Marsili Vincenzo (disegno) ha lavorato sulla favola “La tartaruga e la lepre”.

Questa parla di una tartaruga e una lepre che litigavano su chi dei due fosse più veloce; fissarono così un giorno per una gara.

Dopo la partenza  la lepre, vista la sua innata velocità, si mise a dormire sulla strada snobbando la tartaruga che invece, essendo  consapevole della sua lentezza, non smise mai di correre.

La tartaruga superò la lepre che dormiva e vinse la gara.

La favola dimostra che spesso l’impegno vince le doti naturali trascurate.

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Il gruppo di Giacomo Ulivello (capo gruppo-sceneggiatura), Maurice De Marco (sceneggiatura), Mao Jeao (colore) e Del Rosso Davide(disegno)  ha lavorato sulla favola “Le due bisacce”.

Questa racconta che Giove ci obbligò a portare due bisacce : quella piena dei nostri vizi la mise dietro la schiena ; davanti invece  quella con i vizi altrui.

Ecco perché non ci accorgiamo dei nostri difetti ma vediamo benissimo quelli degli altri.

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Il gruppo di Matteo Cameli (capo gruppo-sceneggiatura), Leonardo Rogante (colore-materiale) e Chistian Melonari (disegno) ha lavorato sulla favola “Il lupo e l’agnello”.

Questa parla di un lupo che vide un agnello vicino ad un corso d’acqua e decise di mangiarlo; si avvicinò a lui restando un po’ più in alto.

Il lupo disse all’agnello che se non la smetteva di bere sporcandogli l’acqua lo avrebbe mangiato.

L’agnello rispose che non poteva sporcagli l’acqua perché prima scorreva  dal lupo e poi da lui.

Allora il lupo gli disse che l’avrebbe mangiato lo stesso perché l’anno scorso aveva insultato suo padre.

L’agnello tentò di spiegare che l’anno scorso non era ancora nato ma il lupo rispose che, visto che era molto bravo a trovare giustificazioni ,non poteva fare a meno di mangiarlo.

La favola insegna che possiamo incontrare individui che vogliono farci del male senza riuscire a difenderci.

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Alla fine di questo percorso gli alunni sono stati soddisfatti di ciò che hanno realizzato e i loro lavori sono stati valutati dal Professore Viti.

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